Torre Camigliati – Un luogo ricco di storia che invita a rilassarsi e a scoprire
- katharinaaronis

- 1 giorno fa
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L’antica tenuta della famiglia Barracco, Torre Camigliati, immersa nel magico e vasto altopiano della Sila, invita al relax e alla scoperta. Qui l’aria è pura, la quiete è palpabile e, allo stesso tempo, nell’aria si percepisce il profumo di storie secolari.
Ho avuto l’occasione di incontrare Chiara, la figlia della famiglia, che gestisce la residenza di famiglia proprio nel cuore di questo paradiso naturale. Abbiamo parlato della storia dei
Barracco, degli itinerari alla scoperta della Calabria e dei progetti per il futuro.

– Chiara, dove ci troviamo esattamente?
Siamo a Camigliatello Silano, nella tenuta della mia famiglia. I Barracco erano una famiglia di origine francese che arrivò in Calabria circa 500 anni fa e che, all’epoca del Regno delle Due Sicilie e poi del Regno d’Italia, aveva un vasto latifondo qui in Calabria. La residenza principale della famiglia, però, dalla metà dell’Ottocento era diventata Napoli, perché lì si trovava la corte del re e lì si faceva la politica. Chi voleva contare davvero viveva a Napoli. Da Torre Camigliati, invece, venivano amministrate le proprietà della famiglia in Calabria.
– Che cosa possono vivere e scoprire i visitatori qui a Torre Camigliati?
Abbiamo ristrutturato la tenuta creando alcune camere e appartamenti per gli ospiti. Qui è possibile soggiornare tutto l’anno e le quattro stagioni sono tutte godibili. Abbiamo anche una biblioteca, dalla quale gli ospiti possono prendere in prestito dei libri durante il loro soggiorno e immergersi nella storia della Calabria.
Nel mese di agosto la tenuta è aperta anche ai visitatori, perché da 25 anni mia madre Mirella, con la nostra Fondazione Napoli Novantanove, organizza gli Incontri di agosto con presentazioni e conferenze dedicate alla storia del territorio e della Calabria. A partire dall’estate del 2026 faremo un ulteriore passo: apriremo Torre Camigliati anche a chi desidera fare una gita di un giorno, per conoscere e godere della natura e scoprire i 70 ettari di biodiversità silana attraverso i percorsi segnati nella tenuta.
I nostri alberi sono molto antichi e raccontano delle storie. I visitatori potranno acquistare un cestino da picnic e trascorrere qui la giornata.Il mio desiderio è offrire alle persone un luogo dove rallentare, sentirsi in armonia con la natura e ritrovare la tranquillità.


– Come è nata l’idea di affittare Torre Camigliati?
Dopo la morte di Guglielmo e Giulia Barracco, che ci abitavano, la famiglia decise di affittare il solo edificio al Cavalier Abbati di Cosenza, che trasformò la Torre nell’ITAS, l’albergo più elegante della Sila. Come puoi vedere, le pubblicità erano in tedesco e in francese. In quel periodo si cercava di competere con le località turistiche della Svizzera e della Francia e di attirare visitatori da quelle regioni verso la Calabria.
Dopo la riforma agraria degli anni Cinquanta, però, i grandi proprietari terrieri furono espropriati dallo Stato e alla nostra famiglia rimase solo una piccola parte delle terre. Per mio nonno fu un grande shock, ma sua moglie Gabriella si occupò di seguire tutti gli affari per cercare di lasciare “tutto in ordine” all’unico figlio Maurizio. L’edificio, nei decenni a seguire, subì le conseguenze della mancata manutenzione, fino al crollo del tetto e dei solai interni.
Nel 1998 la famiglia, attraverso un progetto culturale della Fondazione Napoli Novantanove, decise di investire in un importante restauro conservativo dell’edificio, vincolato come bene di alto valore artistico e monumentale, trasformandolo in un luogo di incontro e di memoria.


– E così si spiega anche il nome Old Calabria, giusto?
Esatto. Quando abbiamo restaurato Torre Camigliati volevamo mostrare una Calabria diversa. La regione è conosciuta soprattutto per le sue coste, ma esistono tantissimi luoghi isolati, borghi, paesi e foreste che meritano di essere scoperti.
Norman Douglas, uno scrittore scozzese, come molti altri studiosi del suo tempo e anche prima di lui, viaggiò nel Sud Italia e ne scrisse un diario di viaggio intitolato Old Calabria. Abbiamo preso questo libro come punto di riferimento, perché il suo itinerario attraversa anche parte delle antiche terre dei Barracco, che dalla Sila arrivavano fino al Mar Ionio.
Qui i visitatori possono trovare ispirazione per scoprire la storia e i luoghi della Calabria seguendo le sue tracce. Un nostro caro amico e famoso fotografo, Mimmo Jodice, circa venticinque anni fa, ha realizzato una serie di fotografie lungo questo itinerario. Oggi sono esposte qui da noi. È un omaggio alle antiche illustrazioni e agli schizzi dei viaggiatori di un tempo.

– A quali progetti stai lavorando in questo periodo?
Sto ancora lavorando all’archivio della mia famiglia. In questo momento mi sto occupando dei documenti relativi al periodo della riforma agraria tra gli anni Quaranta e Cinquanta. È anche questo il bello di una tenuta come questa: si scoprono continuamente nuove storie. Spesso porto i documenti a casa con me e li leggo la sera davanti al camino.
Inoltre collaboriamo con l’Università della Calabria e con partner privati. Qui in Calabria abbiamo legni di qualità eccellente e con una storia molto antica che risale fino all’epoca romana, ma purtroppo pochi ancora non siamo stati in grado di dargli un valore. Anche per questo stiamo lavorando a un progetto che mira a certificare la qualità del legno delle foreste della nostra regione.
Visitate https://www.torrecamigliati.com/ per scoprire tutto su camere, eventi, congressi e molto di piú!



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