La mia Corfù – Un’isola piena di ricordi
Oggi vi porto con me a fare una passeggiata nel centro storico di Corfù. È qui che sono cresciuta e, ancora oggi, il centro storico mi sembra un piccolo nido che ha saputo conservare il suo fascino originale, anche se oggi ci sono decisamente più Airbnb rispetto a vent’anni fa.

Per me, tornare a casa significa anche semplicemente passeggiare tra i vicoli stretti, ammirare le antiche facciate e lasciarsi incantare dal canto delle rondini e dal suono, che si ripete ogni giorno, delle campane della Cattedrale Metropolitana e della Chiesa di San Spiridione.
Venite, vi mostro il centro storico attraverso i miei occhi!
La Chiesa di Mitropolis e il quartiere di Spilia
A soli due passi dalla Chiesa di Mitropolis sono cresciuta al quinto piano di una vecchia casa costruita nel 1850. È naturale, quindi, che questa zona abbia per me un significato davvero speciale. E ancora oggi, quando salgo le scale verso la Chiesa di Mitropolis, mi vengono i brividi. A volte mi fermo semplicemente per catturare quel momento e ammirare la chiesa.
Qui si sono sposati i miei genitori e la mia migliore amica, qui sono stata battezzata e qui accendo sempre una candela quando torno a Corfù dopo tanto tempo.
La chiesa è dedicata alla Madonna Spileotissa, cioè la Madonna della Grotta, e ai Santi Teodora e Biagio. Risale al 1577, quando era ancora dedicata a San Biagio, e ancora oggi custodisce le reliquie di Santa Teodora. Il Venerdì Santo, queste vengono portate in processione per le vie della città e, in particolare, vengono celebrate con grande solennità a Corfù la Domenica dell’Ortodossia, la prima domenica della Quaresima.
Già dal nome della Madonna si può intuire come si chiama questo quartiere: Spilia, cioè “la grotta”.
Si tratta principalmente di una zona residenziale, anche se negli ultimi anni qui si è sviluppata una piccola cultura delle mezedopoleia. Se la sera avete voglia di mangiare qualcosa di tipicamente greco, questo è proprio il posto giusto. Assaggiate i tanti piccoli meze, accompagnateli con un buon vino o, naturalmente, con un ouzo, e godetevi l’atmosfera vivace e autentica di Spilia.
A proposito, proprio qui a Spilia si trova l’unica delle quattro porte della città risalenti all’epoca veneziana che si è conservata fino a oggi.
Il famoso "Liston"
Vedere e farsi vedere: è proprio questo che si fa qui, al Liston, il principale corso pedonale di Corfù e il punto d’incontro più importante per i corfioti. Che sia per un appuntamento per un caffè o per bere un ouzo insieme, al Liston prima o poi ci passano tutti.
Qui si svolgono tutte le principali processioni durante la Pasqua e le altre festività, ed è proprio qui che si può assistere anche al famoso lancio dei Botides.
Anch’io amo questa atmosfera, l’ampiezza della Piazza e i suoi archi a tutto sesto, che per me emanano qualcosa di familiare e allo stesso tempo aristocratico.
Proprio qui vicino si trova l’antico Palazzo Reale, che oggi ospita un museo. Siamo nel cuore della città e da qui si può raggiungere comodamente tutto a piedi.
Un vero must per ogni corfiota e per chi visita l’isola: ouzo e meze da Zisimos!
Al Liston ci si sente sempre nel posto giusto, a qualsiasi ora: un caffè al mattino, un ouzo la sera e una passeggiata nel frattempo.
Una passeggiata attraverso "Porta Remounda"
Mi piace soprattutto passeggiare per Porta Remounda nel pomeriggio, quando tutto è più tranquillo, i tanti turisti sono al mare, il sole splende ancora intensamente, ma allo stesso tempo una leggera brezza accarezza le bouganville.
Anche Porta Remounda è principalmente una zona residenziale, a pochi minuti dal Liston. Con il passare del tempo, qui sono sorti alcuni ristoranti e caffè.
Un tempo venivo qui due volte alla settimana, nel pomeriggio, per prendere lezioni di inglese.
Il quartiere deve il suo nome alla Porta Reymondo, una delle quattro porte della città, che purtroppo non esiste più.
La principale attrazione è sicuramente l’antico Teatro di San Giacomo, costruito dai Veneziani nel 1742 e considerato il primo teatro della Grecia moderna.
Mentre il resto della Grecia era ancora sotto il dominio ottomano, Corfù si trovava sotto il dominio veneziano. È proprio a questo periodo che risale anche la forte influenza del cattolicesimo su un’isola che, per il resto, è di fede greco-ortodossa.
Proprio accanto al teatro si trova il Duomo di San Giacomo e San Cristoforo. Fu costruito nel XVI secolo sui resti di una chiesa ortodossa e divenne ben presto il centro della fede cattolica a Corfù.
Da sinistra: in giro con la mia amica Stephanie. Un dettaglio del Teatro di San Giacomo. Una strada verso Porta Remounda. Una trattoria italiana, e in questo quartiere ce ne sono davvero tante.
E cosa si mangia? Patsitsada!
Nel cuore del centro storico di Corfù e a soli dieci passi dal famoso Liston, si trova una vecchia e tradizionale taverna: “Chrysomallis” – l’uomo dai capelli d’oro.
Dal 1920 qui vengono servite tante specialità tipiche corfiote. E tra queste, naturalmente, non può mancare una vera protagonista: la Pastitsada!
Si tratta di uno stufato preparato con gallo oppure con carne di manzo, accompagnato da una salsa di pomodoro speziata e, naturalmente, dalla pasta.
L’origine del nome potrebbe derivare dalle parole veneziane pasticciata o pasticcio, che indicano qualcosa di “mescolato” o “confuso”. Non è però un’origine documentata con certezza.
E così, durante il mio giro di oggi, non poteva mancare una bella Pastitsada – e naturalmente quella originale con il gallo, non con il manzo.
Qui trovate la mia ricetta della Pastitsada: https://www.leduecalabrie.com/it/post/pastitsada-ecco-il-sapore-di-corf%C3%B9
Siete mai stati a Corfù e conoscete la Pastitsada? Quali ricordi vi evoca?




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